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Parte la fatturazione elettronica

Il 31 marzo è scattata l’ora X per il fisco digitale. Ovvero è entrato in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica per tutti i fornitori della PA, la cosiddetta fase due del provvedimento, disegnato per facilitare una volta per tutte i rapporti tra amministrazione Pubblica e imprese.

Secondo stime, sono 12.250 gli enti che parteciperanno alla fase due sulla fatturazione elettronica, coinvolgendo nel processo province, regioni, comuni, Camere di commercio, industria, aziende del servizio sanitario e molti altri. L’operazione digitalizzazione era già stata avviata a giugno per i ministeri, enti nazionali di previdenza e agenzie fiscali con un coinvolgimento di circa 9.050 enti. Obiettivo della fase due? Raggiungere circa 43.000 uffici pubblici e oltre 2 milioni di aziende coinvolte.

Secondo il report dell’Agenzia dell’Entrate, l’invio plurimo della fattura digitale è stato l’errore più comune commesso dagli enti nella prima fase della digitalizzazione – l’unica fattura certificata, secondo le norme, è quella del primo invio – con 187.000 fatture scartate (il 36%) sulle 517.000 totali. Seguono, al secondo posto, gli errori legati al certificato di autorizzazione e, a sorpresa, solo il 5% degli scarti è dovuto all’inserimento del ‘codice univoco d’ufficio’ errato.

Il 15 aprile toccherà invece all’invio del modello 730 precompilato. Il vantaggio è che non saranno effettuati i controlli documentali sugli oneri detraibili e deducibili. L’operazione coinvolgerà all’incirca 20 milioni di Italiani. Intanto, per tutti i servizi legati alla nuovo Modello 730 precompilato, per la dichiarazione dei redditi 2015 è necessario accedere al portale dell’Agenzia delle Entrate attraverso un codice Pin personale.

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