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Le notizie su Internet: come riconoscere una “bufala”?

“L’ho letto su internet”. Una volta era “L’ha detto la televisione”, prima ancora “l’ho sentito alla radio”: così cambiano nel tempo le fonti di una notizia (in)credibile. Basti pensare a come sia mutata la nostra “dieta mediatica” per capire quanto oggi Internet (attraverso i canali di Social Network) abbia un ruolo centrale.

 

Facciamo un esempio: quanti di voi hanno scoperto dell’attacco terroristico dell’ Undici Settembre dal Web? Sicuramente pochi. La maggior parte avranno saputo del Wtc in fiamme dalla Tv o da telefonate degli amici. Siamo ora in un’era di condivisione e interazione degli utenti (da qui nasce l’essenza della “Comunicazione 2.0”): ogni persona connessa alla Rete è un nodo alla pari con gli altri.

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In tanti abbiamo saputo della morte di Bowie dai Social Network.

Nell'immagine: un tg live durante l'Undici Settembre. Per molti fu la fonte (ufficiale) della notizia

Nell’immagine: un tg live durante l’Undici Settembre. Per molti fu la fonte (ufficiale) della notizia

Allora tutte le persone sono fonti di notizie? I giornali e i siti di informazione sono morti? Non è proprio così, anche se in molti sarebbero d’accordo. Esistono criteri importanti: la credibilità, l’affidabilità e l’autorevolezza delle fonti. Che significa, in sintesi? Facciamo un esempio: se il nostro amico Mario Rossi scrive su Facebook “Ho appena visto che il lato est del Colosseo è franato!!!!!!!!!!” possiamo fidarci, ma fino a un certo punto. La cosa giusta da fare sarebbe quella di andare su un sito di informazione e cercare la notizia. Perché? Perché il giornalista la verifica attraverso canali ufficiali: le agenzie, gli inviati sul posto, altri giornali, colleghi, telefonate alle sedi ufficiali del Comune e Ministeri.

 

Sfatiamo un mito: Internet NON è una fonte di informazione. E’ uno strumento che fornisce l’accesso a molte fonti e molte cialtronate. Un pericolo è rappresentato dalla cosiddetta  “informazione alternativa”: alcuni vedono nelle fonti ufficiali un perverso disegno internazionale per il controllo delle masse. Tutto ciò che è istituzionale e mainstream è falso e gli spazi standard di informazione disinformano: una mistificazione della realtà molto pericolosa che rischia di elevare qualunque sito privo di metodo a fonte credibile.

Nell'immagine, i classici toni pacati di chi propone un'informazione alternativa

Nell’immagine, toni pacati di chi propone un’informazione alternativa dichiarando fuffa quello che si legge sui siti dei giornali

 

Dunque tutto facile? Non è proprio così. In Italia per molte persone la maggior parte dell’informazione (Web) passa per i Social Network: Facebook e, in parte assai più ridotta, Twitter. In pochi si prendono la briga di andare a verificare quello che leggono. Ed ecco che, quindi, si diffondono a macchia d’olio bufale come:

  • Diventa legale importare carne di cane dal Vietnam (Lo ha annunciato il presidente del consiglio!)
  • La Barilla usa grano tossico (Molto in voga anche come spamming email, che fa molto Web 1.0)
  • Bambini ammazzati in strada per ripulire le strade brasiliane in vista dei mondiali 2014
  • Diete miracolose contro il cancro a base di bicarbonato
  • Facebook a pagamento se non condividi il post
  • Dichiarazioni in burocratese su suggerimento di avvocati (non meglio precisati) per non permettere a Facebook di usare i propri dati
  • Video di pensionati che prendono a schiaffi Rom durante un tentativo di rapina (poi si scopre che erano due ragazzi russi contro un ex pugile, sempre russo)
  • Le caramelle Rossana fuori produzione (che per molti sarebbe una bella notizia!)
  • Capretti nati con le sembianze di un bambino in Sardegna
  • La morte ricorrente di vari vip (Boldi, Villaggio, Pozzetto e Banfi vanno per la maggiore)
Nell'immagine una classica immagine che veicola la bufala sui Social Network

Nell’immagine un classico esempio che veicola la bufala sui Social Network

 

Umberto Eco l’aveva toccata piano contro i SN: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”. “La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”.

 

Noi di Atomic Media non vogliamo prendere posizioni così categoriche in un duello tra apocalittici e integrati. Piuttosto crediamo nel buonsenso. Come controllare una notizia che puzza di Hoax? Cercare su Google è il modo più semplice, valutando attentamente la credibilità della fonte. Poi va considerata l’assenza o meno di una revisione editoriale. Ci sono infine siti specializzati come quello di Paolo Attivissimo, Bufale un tanto al chilo o  Bufale.net per togliersi ogni dubbio. E tanto, tanto buonsenso.

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