I Social Network sono contenitori di rabbia e frustrazione?

A chi non è mai capitato di essere insultato, contestato, criticato o preso in giro sui Social Network?

Uno degli ultimi personaggi del comico Maurizio Crozza è dedicato a una figura a metà tra Walter Sobchak de “Il Grande Lebowsky” e un cocco di mamma che sputa veleno su internet. Nel suo ritratto satirico il genovese riesce a mostrare tutti i paradossi di chi si nasconde dietro una tastiera e, illudendosi di essere anonimo, si lascia andare agli istinti peggiori.

Facebook, Youtube e Twitter sono state addirittura chiamate in tribunale per non essere riuscite a contrastare contenuti omofobici e di odio raziale on line. I social sono diventati uno “sfogatoio” per la rabbia e la frustrazione? Probabilmente non è così ma, nella Cmc (Comunicazione Mediata da Computer) in cui mancano le espressioni non verbali e la responsabilità della presenza fisica, in molti si sentono in diritto di poter criticare tutto e tutti. E’ facile polemizzare e decostruire, molto meno proporre, creare e motivare.

L’insulto e la critica non necessitano di un ragionamento profondo quanto vuole solamente ferire o, peggio, umiliare.

Hate Speech

Hate Speech

In un post precedente avevamo dato 10 consigli per gestire una situazione di crisi con gli “Haters”.

  1. Dove possibile e necessario, bloccare l’account molesto. E’ una misura limite ed estrema, ma possibile.
  2. Fare attenzione a chi non usa un nome reale. Sono i più pericolosi, non hanno nulla da perdere perchè non sono rintracciabili (almeno in teoria) e sono molto aggressivi. Anche i complottisti sono una brutta gatta da pelare perchè si ritengono portatori di verità tenute nascoste ai più.
  3. Capire quanto si tratta di “Troll”, soggetti che agiscono attivamente per provocare e suscitare dibattito o semplicemente per disturbare.
  4. Ignorarli, quando non dicono cose false e nocive alla nostra reputazione o a quelle del Brand. Spesso cercano solo attenzione e, se non considerati, spariscono.
  5. Ricordarsi, sempre, che la Rete è libera e tale deve rimanere. Tutti hanno diritto di parola. E la censura, salvo rarissimi casi di attacchi violenti e minacce fisiche, non deve essere considerata.
  6. Mantenete sempre la calma. Essi si nutrono di rabbia. Non aspettano altro che un vostro passo falso.
  7. Non rimuovere mai un commento negativo. Spesso non aspettano altro per poter poi gridare alla censura e proclamarsi martiri.
  8. Usare sistemi come ViraVox per aumentare i RT delle proprie risposte e accrescere la visibilità delle proprie buone intenzioni
  9. Non essere disposti ad andare avanti all’infinito
  10. Tutelarsi in ogni modo, anche in sede legale. Se l’hater in questione esagera, con minacce e calunnie, nulla vieta di adire le vie legali. Non è semplice perchè la giurisprudenza del settore non è chiara, ma bisogna provare.

Anche il direttore del Tg di La7 Mentana si sta impegnando a combattere i gentisti del Web sulla sua pagina Facebook.

Quella di Mentana è, come detto, solo l’ultima vicenda di un fenomeno che nasce all’inizio degli anni 2000 con i Blog. Improvvisamente tutta una serie di persone che prima potevano esprimersi solo nei bar, nei biliardi e nelle piazzette hanno trovato un canale su cui dire la loro. In seguito i Social Network hanno segnato la strada della carriera di questi polemici guerrieri della parola (spesso sgrammaticata).

Umberto Eco non era stato molto tenero con il mondo dei Social Media:“I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel”. Un giudizio duro. E’ una profezia a cui si fa fatica a credere:“Sono fedele a Hegel, che diceva che la lettura del giornale è la preghiera quotidiana dell’uomo moderno. Si tornerà all’informazione cartacea”.

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